Bagni di Lucca Una storia vera 3°PARTE

Fortunatamente trovo un buon lavoro, mi piace e la paga è alta. Ecco per me un nuovo inizio. La mia abitazione si trasforma: prima un bel riscaldamento, poi televisore grande, videoregistratore, stereo, dipingo le pareti con colori vivaci e acquisto tanti tappeti, addirittura l’acquario! Sinceramente si poteva chiamare “capanna vestita a festa”, ma per me era la casa più bella del mondo. Nel nuovo paese di residenza ho conosciuto un sacco di coetanei con i quali ho trascorso meravigliosi momenti, anche se non potevano mancare grandi pettegolezzi su questa ragazza sola; per vivere tranquilla non ci ho mai fatto caso, non avevo niente da nascondere. Ho abitato in questa casa tanti anni, posso dire gli anni più belli della mia vita, ma i rapporti con mio padre, la figlia e la moglie non miglioravano, mio padre ogni tanto veniva a casa mia, sua moglie non ricordo ci abbia mai messo piede. Sto bene, tutto va bene ma è solo apparenza, il mio atteggiamento nei confronti della vita e delle persone sta cambiando, non ce la faccio più ad andare avanti, tutto mi sembra super faticoso, ho solo voglia di dormire e se qualcuno mi parla, reagisco male, urlo, scappo e piango. Finisco in cura per depressione, fortunatamente trovo un bravissimo psichiatra a cui lascio tutto il peso che sento sulle spalle e seguo alla lettera la sua cura. Dopo il racconto della mia vita capisce subito che la mia depressione era inevitabile… Sto cosi per due lunghi anni, mi muovo di casa solo per andare dallo psichiatra. Mio padre si sente in colpa e cerca di aiutarmi, ma nessuno può farlo. Un giorno di maggio mi accorgo del verde che mi circonda, mi sto risvegliando dal male oscuro. Questo periodo è stato molto duro per me, ormai avevo imparato a contare solo sulle mie forze e tutto a un tratto mi sentivo niente più di un vegetale, non riuscivo a concludere niente. . Non è stato facile, ho provato un dolore mentale che non riesco a descrivere, ma lo psichiatra mi ha aiutato a superare i traumi subiti. Non m’importa più niente di quello che ho passato, la matrigna per me è come se non esistesse e non fosse mai esistita. Sono rinata e addosso a me ho una corazza molto forte, sono sicura che niente mi possa abbattere, ma sono solo un’illusa. Anche risvegliarsi è stato un trauma, dovevo ricominciare ancora una volta da zero. Grazie all’aiuto di mia sorella riesco ad aprire un laboratorio artigianale. Mi piace questo lavoro, i clienti sono molto soddisfatti ed io mi sento di aver finalmente trovato la mia strada, papà è orgoglioso di me e me lo dice apertamente ed io sono una figlia felice. Sono in negozio quando mia sorella mi chiama; mio padre ha avuto un brutto incidente ed è in ospedale in rianimazione. Mi sento come invasa da una scossa elettrica e la paura s’impadronisce di me. Amo tantissimo mio padre, l’ho appena ritrovato, ancora non c’è una vera familiarità tra noi e ho il terrore che mi lasci. Vado in ospedale, mi permettono di vederlo un solo minuto ed io sottovoce riesco a dirgli che gli voglio bene, ma la sua immagine, in quella stanza attaccato alle macchine, è un incubo che si ripete spesso nella mia mente. Mio padre dopo vari mesi e innumerevoli operazioni si riprende. In quel periodo sono inevitabili i contatti con sua moglie, la sopporto, non m’importa di lei, la cosa importante è papà e la sua salute. Torniamo tutti alla nostra vita, adesso però con papà ho un buon rapporto, quasi tutti i giorni viene a trovarmi in negozio e impariamo a conoscerci, piano piano ci confidiamo i nostri stati d’animo e i nostri segreti, quando ci salutiamo, lo facciamo sempre con tre bacini e un abbraccio. Si è creata una buona intimità tra noi, addirittura andiamo anche a ballare insieme. Le confidenze si fanno sempre più profonde, mio padre non è contento di sua moglie, quando parliamo di lei non la giustifica più ma con me non ammetterebbe mai di aver sbagliato. Il suo desiderio è di andare a fare il pensionato nella sua casa al mare, mi dice che lei ha chiesto il trasferimento dal lavoro, lui si occuperà di fare migliorie alla casa per viverci al meglio in attesa che lei sia trasferita in Versilia. La salute di papà non è al top, gli accade di andare in coma e di aver bisogno di tempo per tornare ad essere se stesso dopo il ricovero in ospedale. Quando si risveglia dal coma papà si dà da fare, s’impegna a recuperare le forze, anche con la flebo attaccata ci chiede di accompagnarlo a fare due passi nel corridoio dell’ospedale, non deve perdere la muscolatura, la Versilia lo aspetta e forse è proprio il desiderio forte di andare a vivere là che lo aiuta nella convalescenza. E’ proprio quando papà è in ospedale a tentare di recuperare il più velocemente possibile che lei viene a farmi visita in negozio e mi confida che il trasferimento non l’ha mai richiesto, illudendo mio padre nel suo sogno più grande. Che Stronza, e poi perché mai viene a raccontarlo a me?? Incredibile! Non ho mai detto niente a mio padre, non potevo fargli tanto male, ma insistevo per convincerlo a prendersi una badante a tempo pieno che lo accudisse nella sua vita al mare. Avrebbe voluto separarsi da sua moglie, forse anche lui aveva scoperto quella bugia, non lo so, forse gli è mancato il coraggio e forse soprattutto gli è mancato il tempo perché da quella confidenza a poco, da un estremo coma non si è risvegliato più. Eravamo tutti nella sua stanza all’ospedale quando ci ha lasciato, c’era anche lei e gli ho anche voluto un gran bene quando ci ha confessato di aver sussurrato a nostro padre di trapassare tranquillo che a noi ci avrebbe pensato lei….. Vedere che papà ci lasciava per il suo eterno sonno è stato devastante, avevo bisogno di lui, di averlo vicino, di ascoltare i suoi consigli, di farmi trasmettere quella grande voglia di vivere che aveva, di abbracciarlo e di vederlo felice. Come avrei potuto fare a meno di lui? Quando lo abbiamo lasciato nel suo sonno per tornare a casa vengo a sapere che lei accetta di esaudire il desiderio di papà di essere sotterrato insieme alla mia mamma. Questo mi fa stare meglio. Che gran cuore che ha, forse fino ad ora mi sono sbagliata su di lei?
continua....

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