VIAGGIO ANDATA E RITORNO. Dramma

Ho attraversato il mondo in lungo e in largo in cerca di un nascondiglio, ma purtroppo un ciclone immane si è addensato inesorabilmente sul mio lugubre destino, e loro, avidi di sangue, continuano ancora a braccarmi. Sono un bersaglio mobile, una maledetta preda, sono segnato dalle stimmate, dal loro marchio di proprietà.

Sto dormendo, quando tutto ad un tratto sento un rumore che mi fa svegliare di soprassalto. Un brusco, un bruttissimo risveglio. Poi sento un colpo secco. Salto giù dal letto. Sento un brivido corrermi lungo il corpo. E’ saltata la corrente. E’ buio pesto. C’è qualcuno nella stanza. Mi muovo a fatica ma cado nel vuoto. Precipito in un luogo indefinito. In un sito misterioso dove l’oscurità è impenetrabile, ma sono ancora vivo, sono illeso.

Poi si accende una potente luce. Sento una musica. Una strana musica. Una musica dall’effetto ipnotico. Poi vedo un uomo. Un bel vecchio dall’atteggiamento bonario, distratto, quasi sornione. Mi saluta e mi dice: “Benvenuto all’inferno!”

E’ stata, quella del vecchio, l’ultima immagine che è sfilata nella mia mente prima di arrendermi ai miei aguzzini. Non riesco ancora a comprendere come siano riusciti ad arrivare a fino a me. Eppure mi pareva di averli seminati.

La mia anima adesso sta nuotando in un mare di luce argentata. Il mio corpo sta invece volando verso un cumulo di nubi scure e minacciose. Ma voi non preoccupatevi per me, perché presto io risorgerò.

Fugazziele.

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