NOTTE di NATALE - Racconto immaginario

Anche quest’anno, come ormai da svariati anni, questa notte, la notte di Natale, la notte tra il 24 e il 25 dicembre, assisterò ad un evento eccezionale che soltanto io, con mia grande meraviglia, riuscirò a vedere e a percepire. A notte inoltrata me ne andrò a passeggiare con la mia canna da pesca lungo le sponde del nostro parco fluviale. Ci andrò per vedere delle stranissime luci, quasi fossero migliaia e migliaia di fiaccole che dal fiume Serchio salgono lentamente su, fin sopra gli argini, rigorosamente in fila per sei, fino a formare e a sembrare un’interminabile processione di anime che parrebbero condannate ad un’espiazione o ad una riabilitazione non meglio precisata. Ogni anima è come un lume piangente, ed ogni lume ha una sua particolare colorazione. Sono tantissime e svariate le colorazioni, dal viola pallido, al giallo limone, al rosa tenue, al rosso mattone, al verde smeraldo, al fuxia, al color arcobaleno e tantissimi altri ancora. Io mi nasconderò all’interno di una pioppeta e come al solito pescherò una dozzina di lumi, non di più, perché poi non saprei come trasportarli a casa. Sarà facile catturare quelle luci. Sono placide, sembrano dormire e mai si accorgono di ciò che sta loro intorno. Le metterò in una speciale sacca a chiusura ermetica, poi le porterò a casa dopodiché le racchiuderò in grandi palle di vetro e con la loro luce, che durerà 365 giorni esatti, illuminerò il mio appartamento per un anno intero. E’ ovvio che di giorno quelle strani luci si spengeranno automaticamente per accendersi soltanto di notte, e quindi per me si porrà il problema di spostare di notte il contenitore di vetro che ho nella camera da letto per poter dormire in santa pace. I miei vicini e i condomini del condominio dove abito diranno senz’altro che sono uno spendaccione in fatto di luci, ma non sanno che io non spendo proprio nulla, o quasi di energia elettrica, e quindi che dicano pure ciò che vogliono, a me non importa un tubo. Ma volevo terminare in bellezza questo mio racconto dicendo che tutte le altre fiaccole che lascerò vaganti lungo gli argini del fiume, dopo un’oretta circa di processione si lasceranno spingere su in alto da un leggero vento che spirerà appositamente per loro, innalzandole sempre, e sempre di più, su nel cielo in un’armoniosa e beata moltitudine, illuminando la notte di Natale con una splendida luce, molto, ma molto più bella e luminosa di quella della Luna. Ho il fondato sospetto che, anche questa notte di Natale, quelle meravigliose fiaccole multicolori, dopo aver abbandonato il nostro bel fiume Serchio, voleranno lontanissime nell’universo infinito diventando stelle.

Rikkardo


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