Non ci possiamo credere, in questi giorni, tecnici incaricati dall’ANAS con tanto di ruspa, senza mostrare ai cittadini allarmati le autorizzazioni, hanno iniziato a fare sondaggi nei terreni privati sulla direttrice di quello che dovrebbe diventare l’Asse Nord/Sud. Più di trent’anni di discussioni accese, un sacco di soldi spesi in diversi progetti cartacei fatti, rifatti e modificati, nell’illusione di renderli migliori e di mitigarne l’impatto sociale e ambientale sulla martoriata Piana di Lucca. Questa amministrazione chiude nel peggiore dei modi il suo mandato amministrativo, accetta che venga realizzata quest’opera fuori dal tempo, che va esattamente nella direzione opposta a quella transizione ecologica, che a parole tutti ritengono indispensabile e urgente, per contrastare la drammatica crisi ambientale e i cambiamenti climatici. Gli amministratori attuali, affetti da una miopia politica disarmante, non riescono ad immaginare quello che sarà questo paese nel 2030 quando, forse, nella sciagurata idea che fra qualche anno inizino i lavori, potrebbe essere pronto qualche pezzo di nuova grande viabilità.
Ogni secolo ha avuto il suo sistema di mobilità e oggi questi amministratori pensano che quella ereditata dal novecento possa essere trasferita come modello anche al ventunesimo secolo.
Non c’è consapevolezza del passaggio epocale che stiamo attraversando, che tutto sta velocemente cambiando e niente tornerà come prima. Una mobilità tutta centrata sul trasporto individuale privato su gomma è sempre più insostenibile e l’illusione di una crescita infinita di questo modello è entrato irreversibilmente in crisi, cresce la consapevolezza che non possiamo continuare a consumare nuovo suolo all’infinito perché non abbiamo più spazi e la Piana ormai è una conca troppo satura di asfalto e cemento con una concentrazione di polveri sottili al di sopra di ogni livello di sicurezza; se non ci fermiamo e attiviamo una grande azione di riqualificazione mettiamo a rischio la salute e la vita dei nostri figli per il prossimo futuro.
Un amministratore oggi deve avere il coraggio di iniziare a dire che un’epoca si è chiusa e che, se vogliamo evitare il declino, dobbiamo iniziare a costruire un’idea di sviluppo non più quantitativo ma qualitativo. Dobbiamo prendere coscienza che nella furia di trasformare il territorio per renderlo funzionale alla dittatura dell’ automobile, abbiamo sfigurato completamente l’immagine e l’organizzazione stessa di tutti gli spazi urbani riducendo drasticamente la qualità della nostra vita.
Adesso abbiamo città a servizio e a misura dell’automobile dove è sempre più difficile vivere, dove soprattutto i vecchi e i bambini sono tagliati fuori, emarginati, privati del diritto di muoversi in sicurezza.
C’è bisogno di uscire definitivamente dal novecento e costruire la nuova cultura della mobilità delle merci e delle persone per il ventunesimo secolo. Abbiamo una linea ferroviaria, progettata dai Borboni ed entrata in funzione un decennio prima dell’Unità d’Italia, lungo l’asse dove si concentra la stragrande maggioranza della popolazione toscana.
Noi da sempre ci opponiamo a questo inutile e dannoso scempio ma non per questo, diciamo di stare fermi con le mani in mano, diciamo semplicemente: prepariamoci ed iniziamo a costruire il futuro, iniziamo con razionalizzare tempi ed orari per modificare la domanda di mobilità, sperimentiamo nuove modalità, riqualifichiamo e rivoluzioniamo il sistema del trasporto pubblico fermo all’organizzazione degli anni ‘60, trasferiamo su ferro quote di traffico merci, promuoviamo la cultura della bicicletta costruendo piste ciclabili in sicurezza. Dirottiamo i milioni di euro destinati agli assi viari per iniziare a costruire un collegamento moderno di tipo metropolitano con tranvia elettrica attraverso tutta la Piana lungo le direttrici Est/Ovest e Nord /Sud come primo lotto di una futura rete metropolitana da implementare nel corso degli anni. Le cose da fare sono tante, ci vuole semplicemente un po’ di coraggio e soprattutto un modo di pensare al passo con i tempi che stiamo vivendo.
Ambiente e giustizia sociale per Aldo Gottardo sindaco.
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